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Lunedì, 25 Aprile 2016 19:26

FESTA DEL 25 APRILE, IL MESSAGGIO DEL PRIMO CITTADINO

In occasione del 71° anniversario della Liberazione d'Italia, si è svolta in piazza Principe di Napoli la tradizionale cerimonia alla presenza delle autorità civili e militari, con deposizione della corona ai caduti di tutte le guerre.

Di seguito, il testo integrale del messaggio che il Sindaco Avv. Giovanni Gugliotti ha rivolto alla comunità:

Carissimi Concittadini, oggi si celebra il 71° anniversario della Liberazione dell'Italia e, come ogni anno, questo giorno è un'occasione fondamentale per riflettere sui valori che hanno portato alla Liberazione di tutti i nostri territori.

Il 25 aprile del 1945 l'Italia tornava ad essere una nazione libera, lacerata da una guerra che, soltanto nel nostro Paese, ha causato oltre 450.000 vittime militari e civili, centinaia di migliaia di feriti e di sfollati, tra i quali numerosi erano nostri concittadini.
La Liberazione dal nazifascismo è avvenuta grazie alla forza, all'audacia ed al coraggio di concittadini, uomini e donne, che, indipendentemente dall'estrazione sociale, o dalla fede politica, combatterono, non perché amassero la guerra, ma perché questa finisse il prima possibile.
La guerra di Liberazione si è basata sulla Resistenza anche di uomini e donne che pur non imbracciando i fucili sostennero la cacciata del nemico, ex alleato. Questi erano i partigiani, è stata la loro guerra. Quella che si racconta oggi è stata una guerra fatta di piccole storie, una per ciascuno di loro, che si uniscono per l'idea di libertà e di dignità della persona.

Il tema della libertà è un tema importante che deve essere affrontato senza retoriche e senza retropensieri ideologici; la lotta per la libertà deve essere un elemento importante per ognuno di noi, in ogni momento storico.

Ancora oggi questo concetto non si è affermato a pieno ed in vari settori è assolutamente necessario intervenire, ed anche in fretta.
Mi riferisco alla libertà che deriva dal lavoro e lo stato di moderna sottomissione che subisce chi non lo ha, perdendo ogni giorno la forza di combattere e lottare. L'assenza di lavoro porta alla perdita di dignità dell'individuo; un uomo che non sa come sfamare la propria famiglia, che non può permettersi una vita dignitosa, non è un uomo libero!

In un giorno come il 25 aprile non possiamo non vedere quello che succede ai nostri confini per meglio comprendere quella che deve essere la nostra idea di libertà, non c'è vera libertà in un mondo in cui centinaia di persone muoiono in mare dopo aver affrontato un viaggio della speranza per scappare via dal proprio paese sottoposto agli attacchi disumani dell'ISIS.

Questi sono i temi che dobbiamo affrontare oggi, questa deve essere la nostra Resistenza nel 2016.

E' necessario, oggi come allora, che ci sentiamo tutti uniti per centerare un obiettivo comune, partendo proprio dal sacrificio dei partigiani, da quell'esempio di unità nazionale, abbiamo il dovere di tenere saldi certi ideali e di non cedere davanti alle avversità, di reagire, di ritrovare speranza e ottimismo per edificare un futuro migliore nel solco dei principi fondanti della Costituzione Italiana.

Per quei giovani della mia generazione, e per quelli delle generazioni dopo la mia, può sembrare improbabile, forse addirittura impossibile, che siano esistiti davvero donne e uomini per i quali l'Italia, il tricolore, la partecipazione politica libera, l'opinione pubblica indipendente, fossero valori per cui mettere a rischio la propria vita. Ma è proprio grazie a loro che oggi siamo qui, liberi, in questa piazza!

E' grazie a quella generazione che oggi abbiamo la dignità delle coscienze, la possibilità di scegliere, abbiamo in una parola: la speranza!

L'Italia è un grande Paese che sa resistere e vincere ogni battaglia; anche qui, nel nostro piccolo, a Castellaneta dobbiamo lottare per cambiare, per migliorarci e per essere Liberi così come hanno fatto i nostri predecessori che dobbiamo ricordare per tanti gesti eroici che hanno compiuto durante la guerra.

Credo che ricordare tanti nostri compaesani che, in momenti tragici, hanno dimostrato tanto coraggio portando alto il nome di Castellaneta debba essere per noi, da una lato motivo di orgoglio, ma dall'altro un vero e proprio obbligo morale.

E' giusto che ogni paese si riappropri della propria storia e Castellaneta deve farlo anche perché ha una storia gloriosa di cui può vantarsi a giusta ragione.

Mettiamo da parte i personalismi e prendiamo esempio da chi, come i partigiani, ha sacrificato tutto per regalare a noi un paese libero.
La nostra Costituzione sia la guida per ogni scelta, da lì parte la storia di un'Italia diversa, un'Italia senza dittature e monarchie, un'Italia democratica e libera.

Evviva la Liberazione, evviva l'Italia, evviva Castellaneta!

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